Palma Di Maiorca, natale 1983: all'età di 90 anni muore
Joan Mirò. A molti chilometri di distanza, un appassionato cultore
dell'arte apre una galleria, che intitola, in segno di omaggio, proprio
al grande artista appena scomparso. Dalla passione di Domenico Di Ottavio
e della moglie Patrizia Marcozzi nasce così a Teramo la "GALLERIA
MIRO'". Da allora i proprietari si dedicano incessantemente ad un'accurata
ricerca e alla selezione di opere di qualità da inserire nella propria
collezione, allo scopo di soddisfare le esigenze di ogni appassionato d'arte.
L'amore per il bello, che da sempre guida Domenico Di Ottavio e Patrizia
Marcozzi, li ha indirizzati anche verso l'antiquariato, tanto che oggi la
"GALLERIA MIRO'" dispone anche di pregiati mobili antichi. Nei
locali di Viale Crucioli 140, a Teramo, è inoltre possibile ammirare
tappeti antichi e moderni, di grande pregio e bellezza. Nel 1904 André
Breton pubblica il primo Manifesto del Surrealismo, il documento che spiega
con chiarezza il significato del movimento. Il surrealismo è il tentativo
di esprimere l'"io" interiore in piena libertà, come è
realmente, senza l'intervento della ragione che ci condiziona, obbligandoci
a reprimere istinti e sentimenti. Per raggiungere questa libertà
occorre lasciarci guidare dall'inconscio, come accade nel sogno. Tuttavia
il surrealismo è anche qualcosa di diverso, in quanto non si limita
a trascrivere passivamente il sogno. Cerca piuttosto di scoprire il meccanismo
con il quale opera l'inconscio, mediante l' "automatismo psichico",
lasciando cioè che un' idea segua l'altra senza la conseguenza logica
del ragionamento consueto, ma automaticamente. Per la ricerca di libertà
si colloca politicamente a sinistra, collegandosi idealmente a Freud per
la liberazione dell'individuo, a Marx per la liberazione della collettività.
Tra i principali surrealisti ricordiamo: Man Ray, André Masson, Joan
Miró, Pierre Roy, René Magrit, Salvador Dalí, Sebastian
Matta, Arshile Gorky. Nacque a Figueras, presso Gerona in Spagna, l'11 maggio
1904, e lì morì nel 1989. Già dalla prima infanzia
mostrò di essere dotato di una enorme fantasia; preoccupato unicamente
di soddisfare il proprio egoismo, egli mise a nudo, in modo cinico, una
audacia e una violenza perversa, i cui dettagli non vengono taciuti nelle
sue memorie. Era anche in preda a deliranti vaneggiamenti, frutto della
propria egocentricità. Dalí rappresenta con minuzia ossessiva
ogni oggetto entro spazi conclusi dalla linea d'orizzonte; non inventa forme
nuove, bensì compone insieme immagini reali collocandole in posizioni
irreali, spesso deformandole innaturalisticamente. Le opinioni su Dalí
sono contrastanti: un'abile mestierante, un manipolatore di idee altrui;
oppure un genio, uno dei maggiori surrealisti
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